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 La
Tradizione Secolare racconta come nella periferia di BRA, sulla via che oggi
conduce a Torino, là dove si congiungevano
due viottoli campestri per poi proseguire in un'unica strada verso l'abitato,
si ergeva un tempo uno di quei piloni che costellano
le nostre campagne, con l'immagine della Madonna affrescata con commovente
imperizia. La sera del 29 dicembre 1336 una
giovane sposa braidese, Egidia Mathis, prossima a diventare madre, si trovava
a passare di là, quando ebbe un brutto incontro.
Due soldati di ventura si erano appostati presso il pilone con cattive intenzioni.
Egidia avvertì il pericolo, si slanciò verso il pilone
invocando a gran voce l'aiuto della Madonna e cadde in ginocchio. All'improvviso
dalla nicchia del pilone si sprigiona un bagliore
di luce vividissima che abbaglia i ribaldi soldati, i quali presi dallo spavento
fuggono, mentre Egidia vede apparire sorridente
la Vergine che maternamente la conforta. La visione scomparve, ma intanto
lo spavento e l'emozione agirono sulla giovane madre
in attesa, per cui si compì il lieto evento il bambino vagiva accanto a lei,
mentre tutt'intorno al pilone i numerosi cespugli
di pruni selvatici che lo circondavano erano improvvisamente fioriti e le
candide corolle occhieggiavano, così nell'ombra della sera
quasi a cantare le lodi della Madonna che
aveva scelto la terra braidese come luogo privilegiatp per la Sua Apparizione.
Egidia ravvolse il suo bambino in uno scialle e corse verso il centro abitato
di Bra, che allora era tutto arroccato sulla collina,
per dare a tutti la notizia del prodigio. E come i pastori 1336 anni prima
erano accorsi all'annuncio dell'Angelo verso la
grotta diBetlemme, così i Braidesi dalle loro case sulla collina si recarono
in fretta verso il luogo del miracolo, e tutti poterono
constatare come il pruneto con i suoi rami ischeletriti e senza foglie, al
gelido vento che scendeva dalla collina edalla lontana
cerchia delle Alpi, appariva come vivificato dal soffio della primavera. I1
fatto era reale, indiscutibile, e come tale continua
a rinnovarsi ogni anno, alla stessa epoca invernale, con il suo conturbante
mistero. |
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I1
pruneto è un groviglio di vari pruni selvatici, dei quali si compongono
molte siepi in Piemonte: si trova in una posizione
verso mezzanotte, in terreno uguale a quello circostante, non coltivato,
ma lasciato crescere liberamente allo stato selvaggio.
I1 pruno o prugnolo o susino di macchia in botanica ha il nome scientifico
"Prunus
spinosa L."
È un alberello tra i due o tre metri di altezza,
con rami divergenti, armato di numerose spine acute, con foglie lanceolate,
ovali-ellittiche, alquanto pubescenti, seghettate e di un verde carico;
i suoi fiori sono bianchi e numerosi, con penducoli solitari,
ascellari e con i calici campanellati. La fioritura normale del " Primus
spinosa L." ha luogo in marzo-aprile. Dopo la fioritura
segue il frutto che è piccolo, globoso, dapprima azzurrognolo e poi verdastro,
con polpa verdiccia molto acerba.
I fiori contengono tracce di acido cianidrico, e nei frutti vi sono notevoli
quantità di acidi diversi, tra cui l'acido tannico.
Questi dati sono importanti perché stabiliscono che il pruno meraviglioso
del Santuario e perfettamente uguale ai pruni selvatici
di altre regioni, e primi fra tutti quelli della stessa terra di Bra, i
quali non fioriscono che una volta sola, e cioè in primavera.
Studi scientifici sul fenomeno furono compiuti sin dal 1700 e condotti
con serietà da persone di sicura competenza specifica
presso l'Orto Botanico dell'Università di Torino al Castello del Valentino,
dove venne trapiantata una pianticella di pruno per
una migliore osservazione.
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| 1)
Il " Prunus spinosa L." ha una sola fioritura e questa,
come per tutte le
altre piante, avviene in primavera.
2) Il terreno sul quale vegeta il " Prunus spinosa L."
del Santuario è della
stessa qualità del
circostante.
3) Non esistono cause geofisiche e correnti elettromagnetiche
sotterranee
che possano spiegare il fenomeno della fioritura
invernale del pruno del Santuario. |
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| Pertanto
nulla ci vieta di accogliere la fioritura invernale del pruneto come prodotta
da una
causa che supera le normali leggi della natura, e quindi da
una forza soprannaturale.
Noi accogliamo il prodigioso rinnovarsi del fenomeno come
un segno straordinario che non finisce di stupire
Certamente non possiamo arrivare alla fede solo guardando
a questi segni per quanto straordinari,
perché la fede è un dono di Dio a chi lo cerca con cuore sincero
e accoglie umilmente la Sua parola |
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Per questo ricordiamo le illuminanti parole
che Franz Werfel, ebreo convertito, autore del libro " Bernadette "
da cui venne tratto il famoso film, poneva
all'inizio del racconto delle Apparizioni della Madonna a Lourdes:
" Per chi crede, ogni miracolo è
superfluo, per chi non crede nessun miracolo è insufficiente " |
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